Il Convento di S. Matteo
a S. Marco in Lamis è stato fondato, col nome di S. Giovanni in Lamis, attorno al sec. IX dai Benedettini. Nel 1311 ai Benedettini subentrarono i Cistercensi. Nel 1578 venne dato in custodia ai Frati Minori Osservanti che vi restarono ininterrottamente fino al 31 dicembre del 1866. La soppressione degli Ordini Religiosi, determinata dal nuovo Governo dell'Italia unita, aveva privato, infatti, i Frati della loro personalità giuridica. Appena partiti i Frati, il popolo sammarchese, e in testa gli stessi amministratori, fecero il possibile e l'impossibile per ridare vita al convento e far risuonare ancora in queste valli il bel nome di Francesco. I Frati tornarono subito, ma solo dal 1905 ebbero dimora sicura. Il popolo sammarchese ha sempre custodito nel suo cuore il convento di S. Matteo come la cosa più preziosa della sua storia ricolmando i Frati di doni a profusione.
In questi ultimi cento anni, i Frati Minori del convento di S. Matteo hanno sviluppato con un linguaggio moderno le due linee fondamentali intorno a cui si è svolta la vita dei loro Padri fin dal loro arrivo in queste valli, nel 1578: la preghiera e l'azione pastorale; la vita interna fatta di meditazione, di scambi fraterni e di studio; la vita esterna fatta di predicazione, insegnamento, accoglienza dei pellegrini, aiuto ai sacerdoti delle parrocchie, assistenza delle Associazioni dei fedeli, dell'Ordine Francescano Secolare, di insegnamento e di impegno civile, di ricerca e di pubblicazioni.
Nonostante la sua posizione isolata, il convento di S. Matteo già dalla metà del sec. XVI era un vero centro verso cui convergevano interessi spirituali e culturali intomo alla figura di S. Matteo Apostolo ed Evangelista. La reliquia del Santo, giunta sul Gargano alla metà del '500, fu subito veneratissima dai contadini e dagli allevatori che numerosi scendevano dall'Abruzzo nella Puglia Piana. Subito, quindi, si trovò al centro di un vasto panorama devozionale che abbracciava il Gargano e l'intera Capitanata, ma anche il Molise, l'Abruzzo, vaste zone della Campania e della Terra di Bari. La zona di attività dei Frati di S. Matteo fu tutta questa vasta regione, varia per geografia e per tradizioni.
Questi nuovi pellegrini, che si recavano al Gargano attratti dalla figura confortante di S. Matteo, si mescolavano, a loro volta, con i pellegrini che salivano le aspre balze del Promontorio da tempi ben più lontani. Erano quelli diretti verso l'antro misterioso dell'Arcangelo Michele che nel 492 aveva scelto questi luoghi per sua dimora. Il convento di S. Matteo fin da quando era un monastero benedettino aveva dato rifugio ai pellegrini offrendo loro il conforto del cibo, dell'acqua e del tetto, insieme al sostegno della Parola di Dio e dei Sacramenti.
Questa era l'eredità che i Frati di S. Matteo erano chiamati a far rivivere nel 1905, dopo la forzata assenza di oltre trent'anni. I mezzi erano pochi e la via tutta in salita. Il convento era un ammasso di rovine. Sparita l'attrezzatura essenziale, le opere d'arte, i mobili, l'archivio, la biblioteca; quasi la metà del convento era abbandonata perché impraticabile; il resto doveva essere condiviso con le guardie forestali. L'opera di ricostruzione fisica, religiosa e culturale operata in questi cento anni è un autentico miracolo della Provvidenza che ha dato sostegno alla tenacia dei Frati e all'interessamento generoso dei fedeli.
Passo dopo passo, è stato ricostruito intomo ai Frati quel tessuto di relazioni, di scambi e di confronti che aveva caratterizzato la vita del convento prima della soppressione.
Le direttrici principali sono state tre: l'azione religiosa centrata sul Santuario, i lavori di restauro, il riutilizzo degli ambienti e la cultura. Da questa triplice azione emerge la particolare centralità del Santuario di San Matteo, che affianca ed integra con un suo ruolo proprio altri centri religiosi importanti e antichi come i Santuari di S. Pio a S. Giovanni Rotondo, quello di S. Michele a Monte Sant'Angelo e della Beata Vergine Maria dagli Angeli Incoronata di Foggia. Insieme ad essi costituisce un sistema organico di Santuari che fa del Gargano e della Daunia un unicum nella storia religiosa del Mezzogiorno d'Italia. Oggi i pellegrini sono cresciuti in modo esponenziale. A quelli delle regioni tradizionalmente legate a S. Matteo se ne sono aggiunti molti altri da tutte le regioni d'Italia, da quasi tutte le nazioni europee e da diversi paesi extra-europei. Ogni comitiva è oggetto di accoglienza familiare in cui trovano spazio la catechesi, la preghiera, la devozione, l'informazione storica e culturale, il rapporto personale e fraterno.
Perfettamente inserito nella realtà del territorio garganico e dauno, oggi il convento di S. Matteo esprime la sua natura di un importante crocevia spirituale e culturale soprattutto col richiamo e la forza aggregatrice che nella sua lunga storia hanno esercitato ed esercitano sulle popolazioni garganiche e daune le due figure paterne di S. Benedetto, i cui Figli hanno dato vita al monastero, e di S. Francesco, i cui Figli gli sono attuali custodi di tanto patrimonio.
Celebrando questo centenario, noi tutti, Frati Minori della Fraternità Provinciale di Puglia e Molise, e particolarmente della Fraternità di S. Matteo, insieme ai Membri dell'Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana vogliamo ringraziare il Signore, Datore di ogni bene. Insieme, vogliamo ringraziare le Istituzioni, i vescovi che si sono succeduti sulla cattedra foggiana, i sacerdoti e i religiosi, gli uomini di cultura, le associazioni, i singoli cittadini e quanti hanno dato il loro contributo alla costruzione della casa di Dio, ci hanno aiutato con le loro risorse e con le loro idee, ci hanno onorato della loro amicizia, ci hanno edificato con la loro vita. A loro si deve tutto ciò che è stato fatto finora e quanto ancora si farà. A loro è dedicato questo Anno di grazia.
La Fraternità francescana di San Matteo
Date fondamentali
1866, 31 dicembre
I Frati vengono estromessi dal convento di S. Matteo in seguito alle leggi del nuovo Governo Italiano. Il convento e tutto ciò che contiene viene acquisito dallo Stato.
1867, 25 giugno
Il Comune di S Marco in Lamis acquisisce dall'Amministrazione del Fondo per il Culto il convento di S. Matteo.
1885, 6 maggio
Il comune di S. Marco propone al Ministro Generale dei Frati Minori di aprire a S Matteo un Seminario.
1885, 1 giugno
Il Comune di S. Marco in Lamis vende a Fra Matteo Donato Tancredi il fondo adiacente il convento, ex orto dei Frati. Un piccolo gruppo di Frati ritorna in convento con il tacito permesso delle autorità comunali.
1904, 6 maggio
Il Comune di S. Marco in Lamis concede in fitto per cinque anni il convento al Ministro Provinciale dei Frati Minori, P. Antonio Dota.
1905, 2 giugno
Il Comune di San Marco in Lamis e il P. Provinciale dei Frati Minori, P. Filippo Petracca rinnovano il contratto di fitto per 29 anni. I Frati tornano definitivamente a S. Matteo.
1940, 19 giugno
Con atto pubblico del Notaio Massimo Tardio, il Comune di S Marco in Lamis cede "irrevocabilmente e senza limiti di sorta" il convento ai Frati Minori. |