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I Longobardi sul Gargano
Secondo una leggenda dura a morire il monastero fu fondato dai Longobardi nell’anno del Signore 567, un anno prima del loro ingresso in Italia, avvenuto secondo i libri di storia nel 568. L’edizione più aggiornata della leggenda narra come i Longobardi, avendo già fondato da qualche anno il monastero di S. Giovanni in Lamis, nel 567 lo affidarono ai Benedettini i quali gli diedero la bella forma quadrangolare di oggi.
Virgolettati Da una rivista di musicologia
“La musica, come tutti i linguaggi artistici, avvicina l’uomo a Dio, il quale ha preparato per coloro che lo amano cose “che occhio non vide, né mai entrarono in cuore di uomo”. La frase, a firma di Giovanni Paolo II, è una delle ultime ufficiali del suo pontificato. ... Suscita emozione rileggere il pensiero.... e, nel virgolettato, una citazione del Corano”.
Bellissimo!
Nel virgolettato non il Corano, ma San Paolo, Prima Corinzi cap. 2 versetto 9 “Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla (la sapienza divina); se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano”.
Sansone e le porte del Tempio di Gerusalemme
Lunedì alle 16 vengono mostrate al pubblico due importanti scoperte emerse nel complesso di Santa Maria della Scala a Siena: un ciclo affrescato del Trecento, raffigurante una “Tebaide” (nella foto un particolare) della scuola di Ambrogio Lorenzetti e un “Sansone che brandisce le porte del Tempio di Gerusalemme”, attribuito a Girolamo di Benvenuto.
Tanto riferisce uno stimato giornale di grande diffusione.
Su
l’ultimo virgolettato va notato: Sansone è vissuto quando il Tempio di
Gerusalemme non era stato ancora costruito, e nemmeno progettato
(eretto da Salomone verso il 960 a.C., vedi 1 Re, 6); Gerusalemme,
città dei Gebusei, divenne capitale dello Stato ebraico solo con Davide
(2 Samuele, 5). Quanto alle porte di cui nel giornale, il libro dei
Giudici (16, 3) così recita “Sansone riposò fino a mezzanotte; a
mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città (di
Gaza) e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise
sulle spalle e li portò in cima al monte che guarda in direzione di
Ebron”.
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