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Biblioteca Padre Antonio Fania del Convento di San Matteo sul Gargano   Antico stemma francescano

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Convento di San Matteo, 1905-2005

S. Matteo 1905-2005

Storia e bilancio di cento anni

Appena partiti i Frati, il popolo sammarchese, e in cima gli stessi amministratori, fecero  il possibile e l’impossibile per ridare vita al convento e far risuonare ancora in queste valli il bel nome di Francesco. I Frati tornarono subito, ma solo dal 1905 ebbero dimora sicura. Il popolo sammarchese ha sempre custodito nel suo cuore il convento di S. Matteo come la cosa più preziosa della sua storia ricolmando i Frati di doni a profusione.


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In questi ultimi cento anni i Frati Minori del convento di S. Matteo hanno sviluppato con un linguaggio moderno le due linee fondamentali intorno a cui si è svolta la vita dei loro Padri fin dal loro arrivo in queste valli, nel 1578: la preghiera e l’azione pastorale; la vita interna fatta meditazione, di scambi fraterni e di studio; e la vita esterna fatta di predicazione, insegnamento, accoglienza dei pellegrini, aiuto ai sacerdoti delle parrocchie, assistenza delle Associazioni dei fedeli, dell’Ordine Francescano Secolare, di insegnamento e di impegno civile, di ricerca e di pubblicazioni.

Nonostante la sua posizione isolata, il convento di S. Matteo già dalla metà del sec. XVI era un vero centro verso cui convergevano interessi spirituali e culturali intorno alla figura di S. Matteo Apostolo ed Evangelista. La reliquia del Santo, giunta sul Gargano alla metà del ‘500, fu subito veneratissima dai contadini e dagli allevatori che numerosi scendevano dall’Abruzzo nella Puglia Piana. Subito, quindi, si è trovata al centro di un vasto panorama devozionale che abbracciava il Gargano e la Capitanata, ma anche il Molise, l’Abruzzo, vaste zone della Campania e della Terra di Bari. La zona di lavoro dei Frati di S. Matteo fu tutta questa vasta regione, varia per geografia e per tradizioni.

Questi nuovi pellegrini che si recavano al Gargano attratti dalla figura confortante di S. Matteo, si mescolavano, a loro volta, con i pellegrini che salivano le aspre balze del Promontorio da tempi ben più lontani. Erano quelli diretti verso l’antro Misterioso dell’Arcangelo Michele che nel 492 aveva scelto questi luoghi per sua dimora. Il convento di S. Matteo fin da quando era un monastero benedettino aveva dato rifugio ai pellegrini offrendo loro il conforto del cibo, dell’acqua e del tetto, insieme al sostegno della Parola di Dio e dei Sacramenti.

Questa era l’eredità che i Frati di S. Matteo erano chiamati a risuscitare nel 1905, dopo la forzata assenza di oltre trent’anni. I mezzi erano pochi e la vita tutta in salita. Il convento era un ammasso di rovine. Sparita l’attrezzatura essenziale, le opere d’arte, i mobili, l’archivio, la biblioteca; quasi la metà del convento era abbandonata perché impraticabile; il resto doveva essere condiviso con le guardie forestali. L’opera di ricostruzione fisica, religiosa e culturale operata in questi cento anni è un autentico miracolo della Provvidenza che ha dato sostegno alla tenacia dei Frati e  all’interessamento generoso dei fedeli.

Passo dopo passo, è stato ricostruito intorno ai Frati quel tessuto di relazioni, di scambi e di confronti che aveva caratterizzato la vita del convento prima della soppressione.

Le direttrici principali sono state tre: l’azione religiosa centrata sul Santuario, i lavori di restauro e riutilizzo degli ambienti, e la cultura. Da questa triplice azione emerge una particolare centralità del Santuario di San Matteo che si affianca ed integra con un suo ruolo particolare altri centri religiosi di ben altra importanza ed antichità, i Santuari di P. Pio a S. Giovanni Rotondo, quello di S. Michele a Monte Sant’Angelo e della Beata Vergine Maria dagli Angeli Incoronata di Foggia.

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Insieme ad essi costituisce un sistema organico di Santuari che fa del Gargano e la Daunia un unicum nella storia religiosa del Mezzogiorno d’Italia. Oggi i pellegrini sono cresciuti in modo esponenziale. A quelli delle regioni tradizionalmente legate a S. Matteo se ne sono aggiunti molti altri da tutte le regioni d’Italia, da quasi tutte le nazioni europee e da diverse regioni extra europee. Ogni comitiva è oggetto di particolare cura con un’accoglienza familiare in cui trovano spazio la catechesi, la preghiera, l’informazione storica e culturale, il rapporto personale e fraterno. I pellegrini, a loro volta, riempiono i Frati di ogni ben di Dio, assicurando non solo la loro sopravvivenza, ma anche i mezzi necessari per svolgere al meglio il servizio pastorale e quello culturale con la biblioteca, le edizioni, le mostre ecc. I pellegrini, infine, ci consentono di restituire alla fruizione di tutti gli stupendi locali monastici, antichi quali di trecento, quali di mille anni, con le loro rughe, i segni dei vari passaggi, i ripensamenti, gli arricchimenti.

Con queste celebrazioni, la Fraternità Francescana di S. Matteo intende ringraziare il Signore che l’ha sostenuta con la Parola e la Grazia e l’ha circondata in questi ultimi cento anni, come negli altri mille e duecento dell’intera storia del Monastero, della sollecitudine generosa e partecipe di una moltitudine di uomini e donne, famiglie, istituzioni. Tutto dobbiamo ad essi. Agli inizi del sec. XIX, rispondendo alle domande indagatrici di un funzionario del governo di Giacchino Murat, il p. Guardiano dell’epoca diceva che il convento di S. Matteo di suo non aveva nulla, né proprietà, né titoli, né rendite di qualsiasi tipo. Ma era ugualmente ricchissimo della generosità di tanti che, vedendo il lavoro e il servizio dei Frati, volevano in qualche modo partecipare con essi alla costruzione della casa di Dio.

Il breve elenco di avvenimenti succedutisi dal 1866 ai nostri giorni vuole esplicitare, nella nudità della parola non enfatizzata, l’azione qualche volta palese, molto spesso segreta della Provvidenza che ci ha donato la solare discreta quotidiana generosa presenza di amici, benefattori, pellegrini, fratelli dell’Ordine Francescano Secolare, della Gioventù Francescana, della Associazioni a noi affidate, alle Suore, ai Sacerdoti diocesani e membri di Ordini e Congregazioni che ci sono stati vicini, ai tanti, tantissimi Volontari che ci hanno aiutato e sostituito mille volte, che ci hanno sostenuto con le loro risorse, confortato nei momenti difficili, illuminati con la loro parola, che sempre ci hanno amati.

Il Santuario di San Matteo in una cartolina del 1935
Il Santuario di San Matteo in una cartolina del 1935
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Noi, poi, come diceva S. Francesco, siamo solo servi inutili: abbiamo fatto solo quel che dovevamo fare. Perciò, convinti che questa storia esprime l’azione creatrice dello Spirito di Dio, in questa breve cronologia abbiamo risparmiato al lettore, se non in casi eccezionali, i nomi dei Frati che si sono succeduti con vari ruoli in questi ultimi cento anni. D’altra parte, la concatenazione degli eventi e il loro costruttivo rapportarsi con altri eventi da loro lontani decine, e a volte molte decine di anni, non ci consente di presentare la storia di S. Matteo quasi fosse il frutto solitario di un individuo, o di alcuni individui, seppur dotati di particolari qualità. Anche un autentico uomo di genio come P. Diomede Scaramuzzi presente ininterrottamente a S. Matteo dal 1904 al 1926, ha vissuto il suo ruolo di insegnante, di studioso e di predicatore di cartello semplicemente, umilmente e secondo  verità come espressione di una Fraternità Francescana che cresce nella fede e nell’amore e nello stesso tempo svolge compiti e servizi con impegno, rettitudine di intenzioni e fantasia. La forza della Fraternità di S. Matteo, come di tutte le Fraternità Francescane di ogni parte del mondo, è nel suo rapportarsi con la storia, nel seguirne i meandri, capirne i segnali e accettarli nella propria vita, perché attraverso essi  parla Dio, a cui va ogni onore e gloria.

1866, 31 dicembre
In seguito alle leggi che privavano gli Ordini Religiosi della personalità giuridica, i Frati sono espulsi dal convento di S.  Matteo con l’impiego della forza pubblica. I Frati portano con sé solo gli effetti strettamente personali. Tutto il resto, attrezzatura, libri, archivio, biancheria, opere d’arte, contenuto dei vari magazzini e depositi è incamerato dallo Stato e affidato ad una Commissione municipale di probi cittadini che, pur nel rispetto delle norme, mirano al graduale ritorno dei Frati onde evitare la scomparsa di un monumento di arte e di fede.

1867, 25 giugno
L’Amministrazione del Fondo per il Culto, su richiesta a norma di legge, cede al Comune di S.  Marco in Lamis il Convento di S.  Matteo perché sia realizzata un’opera di interesse pubblico: scuole, asilo,  ospizio di mendicità, ospedale ecc.

1885, 6 maggio
Il Comune di S.  Marco in Lamis, nella impossibilità di realizzare in proprio un’opera di interesse pubblico e per rispettare l’avvertita esigenza di conservare la presenza francescana, propone al Ministro Generale dei Frati Minori di aprire un seminario dell’Ordine, dotandolo di una comunità di Frati.

1885, 1 giugno
Il Comune di S.  Marco in Lamis vende a Fra Matteo Donato Tancredi, Fratello Laico, il fondo rustico comprendente una piccola vigna con boschetto, adiacente il convento di S.  Matteo, già orto dei Frati.

1885
L’Amministrazione Comunale di S.  Marco in Lamis affida ai Frati la Cappellania del Santuario.

1885-1904
Si susseguono progetti di riuso del Convento di S.  Matteo da parte del Comune di S.  Marco in Lamis e dell’Amministrazione Provinciale di Foggia: ospedale, seminario della Diocesi di Foggia, ospizio per i poveri, cessione ai Salesiani da poco fondati da S.  Giovanni Bosco.

1902, 2 agosto
Il Capitolo Provinciale dei Frati Minori, presieduto dal Ministro Generale P. Davide Fleming istituisce lo Studio di Teologia nel convento di S.  Matteo, dove, benché in situazione precaria, i Frati Minori si sono ormai saldamente istallati. Si realizza così sia l’aspirazione dei Frati di recuperare il convento, sia quella dell’Amministrazione Comunale di realizzare un’opera di pubblica utilità. Lo Studio di Teologia sarà effettivamente realizzato nel 1905.

1904, 6 maggio
Il Regio Commissario Alfredo Musso a nome dell’Amministrazione Comunale e il P. Provinciale P. Antonio Dota stipulano il contratto di fitto del Convento di S.  Matteo valido per cinque anni. La quota annua è fissata a £ 500.

1905, 2 giugno
Il sindaco di S.  Marco in Lamis, Luigi Ciavarella e il  Provinciale dei Frati Minori P. Filippo Petracca rinnovano il contratto di fitto per 29 anni, per una somma annua di £ 300. I Frati s’impegnano alla manutenzione ordinaria e ai lavori straordinari. Comincia la sua vita anche lo Studio di Teologia con due docenti d’eccezione: P. Anselmo Laganaro a cui viene affidato l’insegnamento della Sacra Scrittura e P. Diomede Scaramuzzi incaricato della Teologia. Lo Studio viene dotato di una piccola biblioteca di 250 volumi. Il convento riprende, così, il suo importante ruolo culturale interrotto nel 1863 e si caratterizza sempre più intorno ai due concetti fondamentali del pensiero francescano, la preghiera e lo studio.

1908, 6 aprile
Viene fondato il “Villaggio S. Matteo” alle pendici meridionali del Monte Celano. I giovani studenti di Teologia, in processione guidati dalla croce, vanno al luogo della cerimonia al canto del Salmo 113 “In exitu Israel de Aegypto, domus Jacob de populo barbaro”. P. Anselmo Laganaro, Guardiano del convento, benedice la prima pietra. Durante il periodo fascista il nome del Villaggio viene mutato in Borgo Celano.

Aumentano di numero i pellegrini, soprattutto dall’Abruzzo, dal Molise e dal Subappennino dauno, oltre a quelli la cui presenza è abituale, provenienti da Monte Sant’Angelo, Manfredonia, Mattinata, Cerignola e, naturalmente, da S. Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo e Rignano.

1908
Per iniziativa dei Frati e del Parroco di S. Antonio Abate viene eretta canonicamente la Fraternità del Terz’Ordine Francescano a S. Marco in Lamis che avrà il suo punto di riferimento nella stessa chiesa di S. Antonio Abate.

1909
P. Diomede Scaramuzzi pubblica Il Santuario di S. Matteo presso S. Marco in Lamis (Foggia). Cenni storici, piccola monografia ad uso dei pellegrini ristampata nel 1933.

Nel frattempo la fraternità cresce di numero ma crescono anche gli impegni pastorali. I Frati sono chiamati in tutta la Capitanata per predicare, confessare, tenere conferenze. I Fratelli Laici girano per la questua per tutto il Gargano e per il Tavoliere arrivando fino al Subappennino Meridionale. L’economia del convento cresce. Vengono recuperati molti locali abbandonati.

1915-1918
Durante la guerra il convento rimane sguarnito di Frati Sacerdoti, spediti ai vari fronti. Anche diversi Studenti partono. In convento restano solo P. Filippo Petracca e P. Diomede Scaramuzzi.

1915
Prende vita la Fraternità del Terz’Ordine Francescano a Rignano Garganico.

1927
Viene costruita la facciata della chiesa sul lato occidentale del convento. Contemporaneamente si consolida anche lo spigolo nord-occidentale del convento che mostrava preoccupanti segni di cedimento. Si approfitta anche per risistemare la Chiesa con il contributo generoso dei benefattori, soprattutto di alcune famiglie di Cerignola.

1927
La biblioteca è cresciuta. Occupa ben due stanze al piano superiore con circa 3.000 volumi di dotazione.

1933, 18 febbraio
Il Podestà Luigi Ciavarella, prendendo atto del ‘sentimento popolare’, delibera di “cedere irrevocabilmente e senza limiti di sorta” il convento ai Frati.

1939, 12 maggio
La Provincia dei Frati Minori di Puglia con Decreto Reale è autorizzata ad accettare il convento di S.  Matteo.

1939
Il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Foggia, il sammarchese Prof. Giustiniano Serrilli restituisce al convento di S.  Matteo i libri appartenuti al convento di S. Maria di Stignano. Il fondo librario di S.  Matteo ammonta a circa 15.000 volumi.

1940, 19 giugno
Si perfeziona la cessione del convento ai Frati da parte del Comune di S. Marco in Lamis con atto pubblico del Notaio Massimo Tardio.

1940
Viene eretta una seconda Fraternità del Terz’Ordine Francescano a S. Marco in Lamis che avrà come puto di riferimento il Santuario di S. Matteo.

1942
La biblioteca di S. Matteo è una realtà importante che interessa anche il mondo culturale laico. Ormai occupa tutti i locali posti sulla sacrestia nel lato settentrionale del convento. P. Diomede Scaramuzzi  la inaugura con un solenne discorso alla presenza di autorità religiose e civili di S. Marco e di Rignano Garganico. Comincia di fatto la vita pubblica della biblioteca di S. Matteo che è intitolata a P. Antonio Fania da Rignano.

1940-1945
Gli anni della guerra vengono vissuti in ristrettezza ma serenamente. L’Archivio di Stato di Foggia mette al sicuro a più riprese nel convento di S. Matteo le sue raccolte più preziose. Anche diverse famiglie foggiane affidano ai Frati libri e suppellettili di valore.

1943
Si trasferisce lo Studio di Teologia nei conventi di Biccari e di Molfetta. S. Matteo diventa Studio di Filosofia (Liceo).

1944
Esce il primo numero di Granum Sinapis, palestra dello Studentato di Filosofia di S. Matteo. Tutta l’attrezzatura della Redazione è una macchina dattilografica “Remington”. Le copie si fanno con la carta carbone. I disegni vengono riprodotti uno dopo l’altro a mano. Qualche anno dopo i chierici di S. Matteo, inguaribili ottimisti, avranno l’ultimo grido della tecnologia: un bel ciclostile ad alcool che consentirà una maggiore diffusione del periodico. Nonostante la ristrettezza dei mezzi, la rivista percorre vie inimmaginabili. Arriva in tutti gli studentati francescani e non francescani d’Italia; arriva in Germania, in Inghilterra, e perfino in America e in Giappone. La rivista avrà vita lunga e oltrepasserà il suo 25° anno.

1944
Muore cadendo da un camion delle forze armate americane d’occupazione, P. Lorenzo De Martinis, della Fraternità di S. Matteo, professore di greco e latino nello Studio Filosofico di S. Matteo e nel Liceo Classico di S. Marco in Lamis. Dopo di lui, altri membri di questa Fraternità insegneranno ininterrottamente, lungo tutto il resto del sec. XX e oltre, materie letterarie e religione nelle scuole di S. Marco e di S. Giovanni Rotondo, nonchè discipline teologiche nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Foggia. Fra questi si ricorda P. Leonardo Iannacci, di Rignano Garganico, professore di Letteratura Italiana nello Studio Filosofico di S. Matteo e nel Liceo Classico di S. Marco in Lamis.

1948
L’ultimo gregge del convento viene rubato e gli ovili restano deserti.

1950
Viene rifatto il tetto del convento.

1954
Iniziano i lavori di risistemazione del piano superiore, sono rifatti i pavimenti, gli infissi e gli impianti elettrici.

1958
Finalmente anche S. Matteo ha l’acquedotto, ma le vecchie cisterne di cui il convento è disseminato, funzionano ancora a lungo.

1960
La motorizzazione investe anche S. Matteo. I pellegrini sono sempre più numerosi. Molti vengono ancora a piedi, ma i più arrivano a bordo di camions e in comodi torpedoni. Aumenta anche la frequenza domenicale, soprattutto in alcuni periodi dell’anno.

1962
La biblioteca è soggetta a ulteriore sistemazione: rinnovati locali e scaffalatura. Si nota una certa frequenza da parte di studiosi laici.

1963
La Parrocchia di Borgo Celano, una volta chiamato Villaggio S. Matteo, è affidata ai Frati del convento.

1967
Si celebrano i mille e cinquecento anni del Monastero di S. Giovanni in Lamis, oggi Convento di S. Matteo la cui fondazione una tradizione fa risalire al l’anno 567. Le celebrazioni si articolano armonicamente tra momenti pubblici, visita del Ministro Generale dell’Ordine, celebrazioni liturgiche e di grandi rilievo spirituale, missioni cittadine, e avvenimenti culturali il cui culmine sarà la Mostra del Libro Garganico e relativo Convegno di Studio con la partecipazione di chiarissimi studiosi.

1967
Il giovane Matteo La Sala, sammarchese cresciuto in Australia, allestisce il presepio di S. Matteo. Nato effimero, come tutti i presepi, quello di S. Matteo ottiene subito una straordinaria popolarità e costringe i Frati a dichiararlo stabile. Oggi è uno dei momenti più intensi della visita al santuario di S. Matteo.

1968
Viene affidata ai Frati di S. Matteo la Cappellania dell’Opera Pia Gravina a S. Marco in Lamis.

1968
La Biblioteca è cresciuta. Si pensa di facilitarne l’accesso al pubblico sistemandola negli antichi ovili e stalle poste al piano terra con entrata diretta dal piazzale del convento. Il lavoro di recupero dei locali procede speditamente. Con l’aiuto generoso delle autorità preposte alla gestione delle biblioteche e dell’Amministrazione Provinciale, si dota la nuova biblioteca delle nuove scaffalature.

1968
Il Prof. Banella restaura la statua lignea di S. Matteo.

1970
Il Capitolo Provinciale stabilisce che tutti i fondi librari ancora giacenti nei conventi che non abbiano una loro utilizzazione per l’esercizio della pastorale o lo studio personale siano trasferiti nelle biblioteche provinciali di S. Matteo, di S. Giovanni dei Gelsi a Campobasso e della Madonna della Vetrana a Castellana-Grotte. La biblioteca di S. Matteo oltrepassa i 40.000 volumi.

1972
Si celebra la quarta edizione della Sagra Nazionale del Canto Liturgico con la partecipazione di cori di tutta Italia che propongono musiche liturgiche di chiarissimi compositori. La Sagra, voluta e organizzata dal Centro Liturgico della Provincia Monastica, avrà altre edizioni nel convento di S. Matteo.

1973
Il sistema della formazione di base della Provincia Monastica dei Frati Minori di Puglia e Molise viene profondamente ristrutturato. Lo Studio di Filosofia viene abolito. Ai  giovani studenti è assegnata altra sede.

1973
La Biblioteca di S. Matteo, già di fatto aperta al pubblico, viene ancora una volta inaugurata.

1974
Si fanno i grandi lavori di recupero e sistemazione delle opere esterne: piazzale, viali, opere di contenimento. Si utilizzano materiali locali finemente lavorati da maestranze del posto.

1975
Iniziano i lavori di consolidamento e di restauro della chiesa gravemente ferita dal terremoto. Durante i lavori si scoprono i frammenti di affreschi medievali dipinti fra il XI e il XIV sec. Tale scoperta induce la Fraternità a rivedere il programma di intervento sulla chiesa. Si compie una minuziosa indagine sulle strutture interne ed esterne allo scopo di identificarne la successione cronologica. Tra il 1975 e il 1977 si completa il restauro della chiesa e degli altari barocchi laterali.

1977
Si celebra il 750° anniversario della morte di S. Francesco d’Assisi. La Fraternità è impegnata per tutto l’anno in corsi di predicazione, novene, lezioni nelle scuole, animazione nelle parrocchie.

1977
I Pellegrini aumentano ogni giorno di più. La Fraternità Francescana si impegna in una profonda riflessione sulla storica presenza dei pellegrini nel santuario di S.  Matteo e sul ruolo che i Frati hanno avuto nel passato. Si conclude che è necessario adottare una pastorale dei pellegrini più consona alle loro esigenze spirituali, ma anche alle loro richieste di essere capiti e aiutati. Insieme a una organizzazione interna più efficace che consenta maggiore disponibilità per la Liturgia e l’amministrazione dei sacramenti, la Fraternità mette a punto una metodologia di accoglienza che sia religiosa e culturale insieme allo scopo di instaurare con i pellegrini un rapporto duraturo nel tempo. Si puntualizza anche un programma di studio dei pellegrini e della pietà popolare in genere che coinvolga anche studiosi di Università e ricercatori vari.

1978, 14 febbraio
Iniziano le celebrazioni per ricordare il IV Centenario della presenza francescana nel convento di S. Matteo. Le celebrazioni sono proposte come un momento di ringraziamento al Signore e alle popolazioni garganiche e daune che hanno reso possibile la presenza francescana. Sono intese anche come un momento di riflessione sul ruolo svolto e di rilancio di una più fervida azione religiosa e culturale del Santuario. Vengono coinvolte i modo molto profondo le scuole che da questo momento avranno in S.  Matteo una meta preferita dove svolgere visite e lezioni sul monachesimo, sul movimento francescano, sul medioevo ecc. La celebrazioni centenarie si svolgono nell’arco di diversi anni con un’intensa attività pastorale svolta nelle parrocchie di S. Marco e di Rignano, con concerti, convegni di studio e pubblicazione di monografie sul Santuario e degli Atti dei convegni.

1978
Pubblicazione di due monografie sul Santuario di S. Matteo: P. Doroteo Forte, Il Santuario di S. Matteo in Capitanata e Pasquale Soccio, S. Matteo, Rupe riva di luce. Concerti dei “Solisti Dauni” diretti dal M° Nino Rota. Altri concerti si susseguono per tutto l’anno, curati dal prof. Giuseppe Giuliani e dal M° Luigi La Porta.

1978, 23 settembre – 3 ottobre
Novena in preparazione alla festa di S. Francesco in tutte le parrocchie della città.

1978, 13-14 ottobre
Convegno di studi “S. Matteo”, storia, società e tradizioni in Capitanata”.

1979, 28-29 settembre
Convegno di Studi di Archeologia “Civiltà e Culture Antiche tra Gargano e Tavoliere”. Il convegno è il primo tentativo di puntualizzare ciò che si conosce dell’archeologia garganica, lo stato degli scavi e le prospettive. Vengono pubblicati gli Atti del Convegno di Studi studi S.  Matteo”, storia, società e tradizioni in Capitanata.

1979
In occasione del Convegno di Archeologia, sono esposti i reperti archeologici di proprietà della biblioteca con una breve presentazione di Franco Nardella e Vittorio Russi. L’iniziativa trova grande popolarità presso le scuole e i vari gruppi di amici dell’Archeologia che si vanno costituendo.

1980, 24-25 ottobre
Convegno di Studi “I Francescani in Capitanata”. Vengono pubblicati gli atti del convegno dell’anno precedente Civiltà e Culture Antiche tra Gargano e Tavoliere.

1981
Inizia il suo servizio liturgico il Gruppo Gregoriano “Cantemus Domino” costituito da musicisti professionisti e da dilettanti che vogliono dare il loro contributo per la dignità della Liturgia. Il Coro, consolidatosi nel tempo compie, quest’anno 25 anni di servizio fedele che si svolge ogni domenica, nel triduo pasquale, nelle date maggiori del calendario francescano e in ogni ricorrenza importante della Fraternità di S. Matteo.

1982, 27 aprile
Viene in visita il Rev.mo P. Generale dell’Ordine, O. Jon Vaugn. Grande festa.

1982
S’incrementano a ritmo serrato le collezioni di beni culturali della biblioteca: i paramenti sacri antichi, statue e dipinti, reliquiari e suppellettile varia.

1982-1988
Si susseguono a ritmo serrato lavori di consolidamento e di restauro: ripavimentazione degli ambiente del piano superiore, rifacimento del tetto del lato Nord, restauro delle antiche stalle da adibire all’accoglienza dei pellegrini, del refettorio piccolo, completamento restauro della chiesa, costruzione del servizi igienici pubblici, illuminazione pubblica, restauro della cucina.

1985
Insieme a molti altri beni culturali, (la Fraternità)  la biblioteca acquisisce anche la Via Crucis a rilievo in terracotta e cartapesta che il Maestro leccese Salvatore Bruno ha scolpito nel 1924. Scovato, ultranovantenne, nel suo laboratorio di Bari, il Maestro narra tutta la storia della Via Crucis. I bellissimi manufatti trovano la loro collocazione nella Chiesa del convento.

1988, 19-25 giugno
Il P. Generale è di nuovo fra noi. Questa volta per lavorare insieme al suo consiglio (Definitorio).

1988, 24 giugno
Festa onomastica del Ministro Generale. Vengono, come i pastori alla capanna di Betlemme, Frati da tutta la Provincia, ognuno col suo dono. Qualcuno, a corto di mezzi, porta delle angurie monumentali. Sono il dono più gradito e le prime a trovare posto nei bagagliai per rinfrescare i Frati rimasti a Roma.

1988
Vede la luce, edita da Paolo Malagrinò di Bari, la cartella iconografica Natale, antiche incisioni, curato da P. Mario Villani e da Filippo Pirro.

1988
I Convegni di studio e la disponibilità della biblioteca hanno fatto aumentare gli studiosi e l’interesse per la storia locale, anche francescana, e per i beni culturali. Vengono pubblicati i primi studi. Si moltiplicano le tesi di laurea sulla storia del Gargano, sulla storia e il pensiero francescani in genere e di S. Bonaventura e il Beato Giovanni Duns Scoto in particolare.

1989
Restauro del coro ligneo del sec. XVII.

1990
Restauro della Cappella delle confessioni, adiacente la chiesa.

1990
Viene stampata la cartella iconografica S. Francesco, antiche incisioni con saggio introduttivo di P. Mario Villani e schede iconografiche di Filippo Pirro.

1991, 30 ottobre
Inaugurazione dell’organo a canne. Nato per iniziativa del Lions Club di S.  Marco in Lamis, è cresciuto con i contributi di benefattori piccoli e grandi. Inaugurato dal M° Franco Sacchetti, è diventato subito patrimonio comune. A ricordo viene pubblicato un opuscolo. L’organo Opus 1109 Mascioni” nel convento di S. Matteo sul Gargano, inaugurazione 7 settembre 1991, Alberobello, 1991, A cura di P. Mario Villani.

1991
Viene pubblicato per conto della Provincia Monastica dei Frati  di Puglia il volume iconografico  Sancti Trium Ordinum S. P. Francisci quorum festum vel officium celebratur, ristampa anastatica a cura della Biblioteca di S. Matteo, presentazione di P. Angelo Marracino, saggio introduttivo di P. Mario Villani, Bari, Paolo Malagrinò Editore, 1991. Tavole di Andrea Rossi, 1760, e di Ignoti, 1875, ristampate per celebrare il 1500 anniversario delle apparizioni sul Gargano dell’Arcangelo S. Michele, titolare della nostra Provincia Monastica.

1992
Viene affidata ai Frati dl convento di S. Matteo la Cappellania dell’Ospedale Civile “Umbero I” di S. Marco in Lamis.

1992
Inizia la sua vita la Fraternità GIFRA di S.  Marco in Lamis.

1993-1994
Si restaurano l’ingresso della biblioteca, la sala della Fraternità. Si completa con opere in ferro i muri perimetrali del piazzale, si dota la chiesa di banchi nuovi, si istalla la vetrata sul portico esterno della chiesa.

1993
Continuando una tradizione centenaria, i Frati si fanno carico come possono della tutela dell’ambiente naturale circostante, come della sensibilizzazione dei pellegrini, dei frequentatori e soprattutto delle giovani generazioni ai problemi ambientali. Collaborano con le Associazioni ambientaliste, organizzano escursioni, qualche volta intervengono presso le autorità del territorio.

1993
Il Gruppo di Studio della Biblioteca pubblica, per conto della Comunità Montana del Gargano il volume bibliografico T. Nardella, G. Soccio, P. M. Villani, Per la storia del Gargano. Repertori bibliografici.

1994, 26 marzo - 10 aprile
Viene organizzata nei locali del convento una Mostra d’arte sacra “Michaelica”, ispirata a S. Michele con la partecipazione di artisti italiani e stranieri.

1994-1996
Il Gruppo di Studio della biblioteca è impegnato in ricerche storiche sulla Diocesi di Foggia allo scopo di approntare materiale per il 1° Sinodo della Diocesi di Foggia.

1995, 9 marzo
Il Rotary Club di Foggia consegna al Convento di S. Matteo un riconoscimento “Per aver  costituito nel Gargano un forte punto di riferimento culturale e per il notevole incremento dato agli studi francescani e garganici con particolare riguardo alle Chiese locali”.

1996
Viene restaurata la Sacrestia e i suoi mobili del sec. XVII-XVIII. Sono messi allo scoperto i segni delle variazioni a cui nei secoli è stata sottoposta. Ne deriva una Sacrestia monumentale che alla bellezza delle linee e dell’arredo accoppia una straordinaria efficienza.

1996-2000
In preparazione al Giubileo del 2000 il Gruppo di Studio della Biblioteca è impegnato dalla Diocesi di Foggia e dall’Amministrazione Provinciale in studi dei pellegrinaggi e dei santuari nella Capitanata. Viene pubblicata la carta dei Santuari di Capitanata e un volume curato da P. Mario villani e da Giuseppe Soccio dal titolo Le vie e la memoria dei Padri, Santuari e percorsi devoti in Capitanata.

1997
Curato dal Gruppo di Studio della Biblioteca, esce il 1° numero del Bollettino della Biblioteca. Il Bollettino, dalla consistenza di 260 pagg., é stato voluto per far conoscere le sezioni bibliografiche e i beni culturali della biblioteca, per dare un punto di riferimento ai molti studiosi che fanno capo alla biblioteca, per favorire la ricerca di storia francescana e del Gargano. Nel 1999 esce il secondo numero; il 3°  e 4° escono rispettivamente nel 2003 e 2004. Contemporaneamente al 1° numero del Bollettino esce anche la Bibliogrfia della Chiesa di Foggia-Bovino nella Biblioteca di S. Matteo curata da T. Nardella, G. Soccio, P.M. Villani..

1997, 9 giugno
Inizio lavori di rifacimento totale della tettoia del lato orientale. I lavori si protraggono fino al 30 marzo 1998. La Fraternità li finanzia interamente con le offerte dei pellegrini.

1998, 30 marzo
La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica che il convento di S. Matteo è beneficiario di un finanziamento straordinario in occasione del Giubileo del 2000 ammontante a £ 4.155.000.000.  I lavori, iniziati il 22 marzo 1999, proseguono fino a tutto il 2001 e interessano quasi tutto il convento.

1998, 16 novembre
Finanziati dalla Comunità montana del Gargano, iniziano in biblioteca i lavori di rinnovo degli impianti elettrici e di sicurezza; si rinnova anche una parte della scaffalatura. I lavori terminano il 8 febbraio 2000.

2000, 16 gennaio
Con decreto dell’Arcivescovo di Foggia, Mons. Giuseppe Casale, il santuario di S. Matteo viene dichiarato Chiesa Giubilare.

2000, 27 maggio
Festa della Transumanza organizzata dall’Ente Parco del Gargano con l’intervento del Rettore Magnifico dell’Università di Foggia e di altri chiarissimi studiosi.

2000, 20 maggio
Il santuario ospita le reliquie del Beato Giacomo Varingez di Bitetto. Con l’animazione del Vice Postulatore della causa di canonizzazione P. Leonardo Di Pinto e della Fraternità, le reliquie visitano tutte le Parrocchie di S.  Marco.

2000, 3 agosto
I Fratelli Antonio e Carolina Cera donano al Convento di S. Matteo un terreno posto lungo il lato Nord del convento.

2000, 7 dicembre
Dopo due anni e mezzo dalla chiusura per lavori, riapre la biblioteca in  nuova veste con una Tavola Rotonda a cui partecipano, oltre al Ministro Provinciale, il rappresentante dell’Università di Foggia, dell’Amministrazione Provinciale, il Direttore della Biblioteca Provinciale, del comune di S. Marco in Lamis, il Direttore della Cassa di Risparmio di S. Giovanni Rotondo che ha dotato la Biblioteca degli strumenti elettronici necessari, computers, stampanti, scanner ecc.

2001, 10 aprile
Nuova sistemazione della Reliquia di S. Matteo: le sculture sono sono dell’artista sammarchese Nicola Petruccelli.

2001, 18 aprile
Inaugurazione del Centro documentazione e Studi del Parco Nazionale del Gargano intitolato al Frate Minore P. Michelangelo Manicone, teologo e scienziato. Il Centro Studi vivrà in simbiosi con la biblioteca del convento. All’inaugurazione partecipano il Presidente Prof. Matteo Fusilli, l’apparato dirigente del Parco e le autorità della Provincia Monastica e della città. Nell’occasione viene presentata la ristampa anastatica, curata dal Gruppo di studio della Biblioteca, della Fisica Appula di P. Michelangelo Manicone.

2002, 8 marzo
Seminario di professionalizzazione Guide ufficiali del Parco del Gargano organizzato dal Parco e gestito dal Centro studi P. Michelangelo Manicone.

2002, 19-20 aprile
Convegno di Studi Terre collettive ed usi civici: dagli antichi diritti delle popolazioni al diritto all’ambiente delle future generazioni organizzato dal Centro documentazione e studi “P. Michelangelo Manicone” del Parco Nazionale del Gargano, curato dal prof. Giuseppe Soccio.

2002
Esce il volume di studi sui pellegrini P. Mario Villani
Il penoso e stancoso viaggio dei sette giorni. Rituale dei pellegrini di Ripabottoni.

2002, 30 settembre
Mostra della Bibbia curata da P. Michele Perruggini. Sono esposti manoscritti, prime edizioni, cinquecentine e molte incisioni di pregio. Molti visitatori, tra cui molti pellegrini e diverse decine di scolaresche.

2002, 24-26 ottobre
Convegno di studi “Saliamo a Gerusalemme” su alcune problematiche relative ai pellegrinaggi e ai santuari con la partecipazione di studiosi italiani e stranieri..

2002, settembre
Durante la Fiera del Levante viene organizzata una Mostra di libri antichi di interesse pugliese. La Biblioteca partecipa con diversi volumi di grande pregio.

2002, 18-22 novembre
A cura del Centro Studi “P. Michelangelo Manicone” del Parco Nazionale del Gargano, corso con cantiere didattico di gestione forestale sostenibile nelle aree protette.

2003, 30 maggio
Vede la luce la videocassetta sul santuario di S. Matteo

2003, 5 dicembre
Viene terminato il restauro della parete esterna di mezzogiorno della chiesa. Sono state evidenziate strutture medievali di pregio.

2004, 6 marzo
Presentazione della statua di Saverio Paolo Di Zinno raffigurante l’Incoronata restaurata dalla prof. Lucia Turco con i finanziamenti della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Intervengono la prof. Mimma Pasculli Ferrara, la prof. Lucia Turco, l’avv. Franco Andretta, presidente della Fondazione. La manifestazione, organizzata dal Lions Club di S. Marco in Lamis termina con l’inaugurazione di una bella edicola dedicata alla Madonna Incoronata istallata nel cortile della biblioteca.

2004, 26-27 novembre
Convegno di Studi “Gargano dove l’ulivo è vita” curato dal prof. Raffaele Fino, col patrocinio dell’Amministrazione Provinciale, del Comune di S. Marco in Lamis, organizzato dall’Associazione “Qualesammarco” e dal Centro Studi “P. Michelangelo Manicone”.

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